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Ricordo tutto.
L'ansia di giovedì mattina, mentre con sguardo critico mi osservavo allo specchio.
Da quanto che aspettavamo quel giorno?Anzi, giornI..
Poi il tuo arrivo il stazione, binario 1. Il telefono che squillava, il cuore a mille.
Il viaggio in taxi, l'imbrarazzo miscelato alla emozione che ci impediva un discorso serio.
Poi il viaggio fino da me, le cavolate sempre presenti, la pioggia che non ci dava pace,
ricordo del famoso 2 febbraio.
Arrivati a casa mia prima l'ansia per il "responso", poi la tristezza,
poi di nuovo la felicità che saremmo stati
insieme davvero, giorno e notte.
E mi hai abbracciata così forte da sollevarmi da terra[non so come!].
Il freddo semi-glaciale mentre aspettavamo il bus, ai limiti dell ipotermia,
ma noi sempre abbracciati.
E infine il caldo sotto quasi asfissiante sotto le coperte, il sonno che non voleva giungere a entrambi,
e io tra le tue braccia,mentre tu mi guardavi e sorridevi continuanndo a ripetere:"che bello"..
E sono sempre più convinta che ciò sia valso le grida di mia madre dell'indomani
Due giorni così, sempre insieme, dove la distanza si è annullata,
e ho avuto la certezza che ciò che vige tra noi è più forte di tutti quei kilometri.
E alla fine la mattina di Pasqua, quando mi hai detto le 5 famose lettere, che io ho sempre temuto,
ma invece in questo momento tanto sentite.
Poi quando hai preso quel maledetto treno, alle 17.55, binario 4, ma stavolta è stato diverso.